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Rock Recensioni PRIMUS - Green Naugahyde
 

PRIMUS - Green Naugahyde PRIMUS - Green Naugahyde Hot

PRIMUS - Green Naugahyde

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Titolo
Green Naugahyde
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A quasi 12 anni di distanza da Antipop, escludendo l'EP Animals Should Not Try to Act Like People, i Primus sfornano finalmente un nuovo disco. Oltre ai soliti Larry LaLonde alla chitarra, e Les Claypool al basso e voce, troviamo alla batteria Jay Lane. Quest'ultimo è stato uno dei fondatori dei Primus ma abbandonò il gruppo prima dell'esordio discografico (Suck On This). Il loro nuovo lavoro, che s'intitola Green Naugahyde, è composto da 13 brani.A prima vista, ci troviamo davanti a un disco avente tutte le componenti "classiche" delle produzione dei Primus: breve traccia introduttiva, sequenza delle tracce molto sinuosa, momenti di psychedelic polka, pezzo al limite dell'avanspettacolo, e "finalino con l'organetto". Trovano però spazio anche molte novità che sanciscono una certa discontinuità con il passato. Il suono metallico e ruvido del basso di Claypool ormai fa capolino raramente. Il basso è spesso suonato utilizzando un enevelope filter, retaggio della sua carriera solista intrapresa durante gli anni di pausa dai Primus. Il comparto vocale è più curato del solito, cosa rara per i Primus, anche se spesso i pezzi sono quasi recitati attraverso il SandMan mic.

Anche i momenti di jamming, tipici del trio, hanno lasciato spazio a texture e suoni più vicini a Robert Fripp che alle cavalcate in stile Rush. Inoltre, la dipartita del fenomenale batterista Tim Alexander si fa sentire. Da un lato il disco non ha la profondità sonora di dei primi lavori, ma ci regala un comparto ritmico molto godibile. Il preciso Lane supporta molto bene le (stupendamente) sbilanciate figure ritmiche di Les Claypool. Green Naugahyde abbandona quindi le sonorità complicate dei Primus degli anni 90, e offre pezzi molto dritti anche se mai scontati (con qualche eccezione). Larry LaLonde stupisce per la sua originalità e per il suo stile asciutto, atonale ed eclettico, soprattutto quando accompagna le sonorità più avvolgenti del contrabbasso.Green Naugahyde è comunque un disco dei Primus, e si sa che "Primus Sucks" (tr. i Primus fanno schifo). È un lavoro da ascoltare e da capire. Con pazienza si sentiranno infinite influenze, da Stanley Clarke, ai King Crimson (soprattutto verso la fine della traccia Extintion Burst), passando per i Rush. I testi sono in pieno stile Claypool, carichi di personaggi, metafore e tormentoni (everything is made in China cit.) che offrono una poetica unica da assaporare. Concetti dannatamente tragici (come la dipartita di un'amica per overdose raccontata in Jilly's On Smack) espressi molte volte con uno stile al limite del comico, in una miscela spesso perfetta.In conclusione i Primus non innovano nuovamente il panorama musicale e Green Naugahyde si rivela molto conservatore. È privo di quella magia che ci si aspetta dai Primus (che li si ami o che li si odi), ovvero l'effetto che fa suonare tutto quello sentito come vecchio. Ha però il grande merito di ospitare al suo interno Jilly's On Smack, probabilmente il più bel pezzo della band in assoluto. Da ascoltare. (Luca Caviglione)

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