È un disco doppio, rigidamente diviso in brani elettrici ed arrabbiati e soffici ballate. Dentro, Ben ripassa mentalmente i mille stili della musica nera: ci sono stacchi funk, chitarre blues, ballate con ombre jazz, esplosioni rock, coralità gospel; il tutto smussato quel tanto che basta per entrare nel canone harperiano. Anche i testi si dividono in invettive politiche e riflessioni amorose, coronando un disco sicuramente riuscito e affascinante. Forse, solo un pochino anestetizzato dalla sua perfezione formale. (Marco Sideri)





