La dimensione conta, in musica. O meglio, è servita a caratterizzare epoche e stili come se non meglio di altri parametri. Il rock progressivo si distendeva su minuti e lati di LP come non esistessero confini; il punk reputava un pezzo più lungo di 2:30 uno sproloquio. Con l’avvento del CD, poi, e quei quasi 80 minuti da riempire, per un periodo i dischi erano diventati magazzini per canzoni, la concisione un ricordo del passato. Nonostante ciò, Rated O fa impressione: triplo CD in cui gli Oneida (ultimamente quantomeno appannati) tornano al loro furioso meglio. Rock nella concezione più generosa e aperta possibile: distorsioni ululanti, organo acido e ipnotico, lunghe parentesi strumentali (molto 70) e persino deviazioni dub. Insomma: musica laterale che trabocca di personalità e ispirazione. Intrinsecamente per pochi (fortunati). (Marco Sideri)
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