Malinconico Smog. Dopo le intemperanze giovanili fatte di canzoni e dischi dissonanti e aspri, dopo una mezza età (dell’ispirazione) trascorsa ad avvicinarsi a forme più convenzionali (dal rock classico, al country, a qualche fremito gospel), Bill Callahan approda alla melodia autoriale con un disco all’apparenza dimesso e posato. Seconda prova formalmente solista dall’abbandono del nome Smog, “Sometimes…” è fatto di ballate melodiose e arrangiamenti sapienti, tocchi di violino e occasionale elettricità a condire canzoni definitivamente “normali”, un passo ombroso e avvolgente. A sentire con attenzione, per la verità, emergono disturbi e sbandate. Ma restano solo accenni sullo sfondo. Il cuore del disco rimane il fascino semplice della scrittura. Un ex enfant terrible definitivamente redento. (Marco Sideri)
{mos_sb_discuss:11}





