Ballate assassine fai-da-te. Così si potrebbe riassumere questo disco a due teste che arriva, di sorpresa, ad allietare l’inizio dell’estate. Certo, sarebbe stato più appropriato in inverno, l’umore tenebroso e scuro di “World Without End”. Ma davanti a canzoni così ben scritte, lamentarsi non ha alcun senso. Bob (62 anni) e Frank (27), non volendo incidere la solita raccolta di ballate tradizionali riadattate, sono scesi a cercare storie di omicidi e vendette lungo le pagine andate degli Stati Uniti d’America, e poi le hanno messe in musica. Quello che distanza WWE dalle centinaia di dischi neo-tradizionalisti che affollano il mercato musicale è la scrittura: di ottimo livello in ogni singolo episodio. Ascoltando, ci si rende subito conto che basta e avanza. Bravissimi. (Marco Sideri)
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