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Miscellanea Articoli miscellanea LUIGI MONGE - Robert Johnson. I Got the Blues (Arcana Edizioni 2008)
 

LUIGI MONGE - Robert Johnson. I Got the Blues (Arcana Edizioni 2008) Hot

ImageCritico e collezionista blues tra i più esperti in Italia e nel mondo con all’attivo illustri collaborazioni con la Cambridge University Press e la University Press of Mississippi, il genovese Luigi Monge conduce da anni un mirabile, certosino e specifico studio sui testi del blues, sulle liriche che hanno segnato la storia della cosiddetta “musica del diavolo”, indispensabili per l’edificazione di un’antropologia culturale del blues in grado di ricostruire il quadro delle condizioni sociali e ambientali che hanno determinato la nascita della musica nero-americana per eccellenza. Insegnante di inglese e profondo conoscitore delle più intime sfumature semantiche del “black english”, l’inglese dei nero americani, Monge compie in questo libro un viaggio affascinante all’interno del “corpus letterario” di Robert Johnson, forse il più grande bluesman di ogni tempo (senz’altro il più acclamato), imprescindibile anello di congiunzione tra il blues rurale del Delta, quello urbano elettrificato di Chicago e il rock.

Nato ad Hazlehurst (Mississippi) nel 1911, Johnson muore misteriosamente all’età di 27 anni (probabilmente avvelenato da una delle sue amanti) non prima di aver lasciato impresse nei solchi dei 78 giri Vocalion 29 canzoni destinate a cambiare il corso della storia del blues, incise a San Antonio (Texas) il 23, il 26 e 27 novembre del 1936 e a Dallas (Texas) il 20 giugno 1937. Monge passa in rassegna tutti i brani, ne indica, facendo soprattutto riferimento agli studi di Edward Komara depositati nel fondamentale “The Road to Robert Johnson”, il probabile precedente melodico, analizza a fondo il significato delle liriche e individua (grazie alle sue poderose ricerche) anche il possibile precedente testuale: un fatto unico e fin qui inedìto (almeno in Italia) nell’ambito degli studi sulla musica afroamericana di matrice statunitense.

Il volume ridefinisce e ricontestualizza la figura di Robert Johnson, allontanandola da quella eccessiva e fuorviante mitizzazione che l’aveva ridotta al sembiante di un vuoto simulacro da idolatrare; e al contempo costituisce una lezione sul concetto di formulaicità e le sue diverse declinazioni, sull’idea di reinvenzione della tradizione, di rinnovamento nella continuità, ma anche sul coraggio (quello di Robert Johnson) di rompere con la tradizione stessa per compiere un significativo balzo in avanti ogni qual volta lo spazio per l’espressività individuale risulti irrimediabilmente saturato. Uno studio necessario e irrinunciabile che comincia l’ardua impresa di colmare un colpevole vuoto editoriale. Il libro sarà presentato martedì 11 novembre presso la Sala Camino di Palazzo Ducale, a partire dalle ore 21, nell’ambito della programmazione culturale del Museo del Jazz di Genova. (Marco Maiocco)

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