Fin dal primo brano (“July shower”) la conversazione tra il virtuosismo essenziale del pianoforte del settantanovenne franco-algerino e il lirismo della tromba di Douglas ha modo di dispiegarsi splendidamente; due blues, il toccante omaggio a Steve Lacy e “34 bars blues” e altre tre composizioni originali, quasi altrettanti movimenti di una suite, conducono ai quattro standard che chiudono il disco: tra questi una versione di “Body and soul” particolarmente ispirata e una di “All the things you are” in cui la tradizione bop trova due inaspettati ed eccezionali interpreti. (Danilo Di Termini)





