Con un esordio già maturo a diciotto anni (Alas, I Cannot Swim), Laura Marling aveva creato sensazione: ispirazione folk, voce e songwriting d’eccellenza, melodie e testi che lasciano il segno. Il secondo I Speak Because I Can era stato incensato da molti come prova di maturità, e in realtà lo era, seppure a scapito della freschezza del primo, forse per una certa sobrietà che finiva con l’appesantirlo. A Creature I Don’t Know potrebbe rappresentare la quadratura del cerchio; arrangiamenti perfetti e di nuovo una maturità di scrittura insolita. Le iniziali The Muse e I Was Just A Card dicono che Laura deve aver ascoltato attentamente la migliore Joni Mitchell, che forse al momento appare il paragone più appropriato per la sua musica. Altrove la vena più inglese di Alas riemerge. Ma queste comparazioni non tolgono nulla all’originalità di un’artista che, con A Creature I Don’t Know, diventa a sua volta pietra di paragone per i musicisti tanto inglesi quanto americani che si muovono nel suo stesso settore. (Marina Montesano)




