Dopo il più o meno felice incontro con Willie Nelson, Wynton Marsalis è tornato ad accogliere sul placo del Lincoln Center di New York di cui è direttore, un ospite non propriamente jazzistico come Eric Clapton. Insieme a una band di otto elementi stile New Orleans (e Taj Mahal in tre brani), i due ripercorrono i vari generi della tradizione musicale afro-americana, dallo swing al boogie-woogie, dal lamento funebre per marching-band al blues. Unico omaggio al gradito ospite (nonostante lui non fosse d'accordo), una “Layla”, più dolente dell'originale, che riprende l'arrangiamento di quella “Unplugged” incisa da Clapton anni fa. Tutto ineccepibile, ma la sensazione che, come nei peggiori western di Hollywood, dietro le impeccabili facciate degli edifici non ci sia davvero niente. (Danilo Di Termini)







