E' da quattro decenni che il musicista ed autore Carlo Muratori sparge note preziose dalla sua isola, la Sicilia, dai tempi lontani del folk revival dei Cilliri, non disdegnando affatto la collaborazione a trecentosessanta gradi con altri musicisti sulla stessa lunghezza d'onda, ad esempio Riccardo Tesi, per le belle scorribande sonore di un disco assai riuscito di qualche anno fa, Thapsos. I dischi a suo nome non sono poi molti, indizio di un lavorio di preparazione sempre assai meditato. Alla fine ne salta fuori una miscela preziosa, come in questo Sale, che se da un lato mette in carnet echi evidenti d'autore di Ivano Fossati, di Gianmaria Testa, di Battiato (peraltro ospite del disco, qui, in una magnifica “quasi cover” di Povera Patria in siciliano) , dall'altro porta in dote ottima musica, via via declinata su versanti bandistici, etnomediterranei, jazzati, e via citando. La metafora del sale fino come sapienza e leggerezza e del sale grosso come ancoraggio alla terra e al mare e impegno tiene in piedi tutto: una grazia che avviluppa anche l'ascoltatore, regalando nuovi particolari ad ogni ascolto. (Guido Festinese)


