Tra i molti meriti che sono da riconoscere a Beppe Gambetta, gran signore gentile della chitarra acustica, c'è anche quello, fondamentale, di non essere mai stato un vacuo e tronfio ego in espansione: anzi, se possibile Beppe ha sempre fatto un passo indietro nel rivendicare meriti e leadership, quando si trattava di mettere su duetti, trii, quartetti con altri virtuosi delle corde. Tanto la qualità e la passione di quanto suona emergono comunque. E così succede anche in questo radioso Round Trip (ovvero “andata e ritorno”), in cui Gambetta affina e ribadisce la splendida intesa con colui che il grande John Renbourn definì “ il più grande chitarrista celtico vivente”, Tony McManus. Racchiuso in una cover spartana ma bella ideata da Sergio bianco, colui che ogni anno disegna il magnifico fondale per la Acoustic night, Round Trip offre undici brani, diciotto se considerate che, alla maniera gaelica, tre traditional sono in realtà cuciture in medley di brani diversi. Beppe porta in dote un De André da archeologia, Valzer per un amore, un ricordo di campanari liguri maestri di melodia, la Bergamasca, e un brano dal folclore profondo sardo, Deus Ti Salvet Maria che potrebbe intenerire anche un cuore di pietra. Quasi pleonastico sottolineare che l'intesa dei due è come si suol dire, telepatica: senza inseguire i fantasmi di un virtuosismo tecnico che pure c'è, ma sta sempre un gradino sotto l'impatto emotivo e la voglia di dialogo. (Guido Festinese)


