Dieci anni. Uno sbuffo di tempo insignificante, o un'eternità. Per chi si è fatto cantore di una Roma che è assieme città del mutamento e luogo principe dell'eterno ritorno, valgono tutte e due le ipotesi. Sta di fatto che il geniale collettivo guidato dalla grande, amara voce di Giampaolo Felici non ha sbagliato un colpo, in una decade. Adesso tornano a visitare le antiche canzoni del popolo e per il popolo di settantanni fa, e più: con un organico rock magnificamente segnato, come sempre, dalla presenza di Geoff Farina dei Karate, chitarra elettrica, la voce femminile ospite di Sarah Dietrich. Risultato? Come Zerocalcare per parlare di romani doc, con il fumetto: lui disegna il nuovo partendo dalle macerie dell'antico, trova nuove prospettive dove decine di titolati direbbero che non c'è niente da rimarcare, da vedere. Loro, gli Ardecore, cantano di sentimenti forti che dovrebbero essere screditati, nell'era delle disillusioni, e quando li cantano loro sembra che tutto sia sorgivo, e urgente, e necessario. E anche parecchio poetico. (Guido Festinese)


