Anche chi crede di essere lontano dall'universo poetico composto e spesso contraddittorio di Franco Battiato presti orecchio a questo lavoro, il cui titolo arriva da una citazione di Carlotta Wieck: “Passavano donne bellissime, in sete altere”. Con l'ausilio solo dei tasti del pianoforte, a volte “trattati” quasi a simulare sagaci piccole incursioni elettroniche o elettriche il pianista Arturo Stalteri, nota voce radiofonica ed esperto di classica e di progressive rock (qualcuno ricorda i Pierrot Lunaire?) realizza un piccolo miracolo. E' l'incanto di brani che arrivano da molto lontano, dal canzoniere remoto del cantautore siciliano quando era ancora rubricato alla voce “musica sperimentale”, negli anni Settanta, o magari da quello più vicino. Ecco allora centro di gravità permanente, Meccanica, l'Egitto prima della sabbie. A far la differenza è la diteggiatura di Stalteri, magnifico e meditato “rilettore” di composizioni altrui, ma anche ottimo improvvisatore. Qui in The Meeting Of The Gods, ispirato a Il mercato degli dei. (Guido Festinese)


