Lui girava per il mondo, nei suoi ultimi giorni, tenendo sempre un “badge” circolare appuntato sula giacca con scritto “I Love Satie”. Dichiarazione d'amore per un genio irregolare e un po' eretico della musica scomparso negli anni Venti. Come a dire che tutti quelli pronti a cavalcare la tendenza, e a saltare sul carro trainato dall'ultimo ronzino musicale spacciato da purosangue novità devono stare un po' più attenti. Lui era Roberto “Freak” Antoni, l'inventore degli Skiantos, del rock demenziale, di poesie tra le più belle ed irriverenti scritte in un Paese in cui, per usare le sue parole, “non c'è gusto ad essere intelligenti” e dove nulla si può pretendere, perché “cosa pretendi da un Paese che la forma di una scarpa”? Freak Antoni, tanto lucido e ferocemente sarcastico nella vita artistica quanto persona squisita, coltissima e gentile nella vita provata, è stato un grande amico di Stefano Bruzzone degli Altera. L'ultima sua incisione in assoluto prima di morire è stata per Par- lamento degli Altera, che qui trovate. Insieme a contributi di poeti e scrittori, reperti preziosi con la voce di Freak che declama ( C'è anche , per intendersi), qualche canzone nuova dura e struggente, spezzoni di video in coda per non dimenticare quel piccolo grande uomo. Un disco, racconta Bruzzone, che “s'è fatto da solo”. Non lasciamolo solo, però. (Guido Festinese)


