Lo chiamano slacker rock, intendendo con la definizione buona a tutte le evenienze quel college rock lievemente slabbrato e fuori asse, fatto tutto di impeto chitarristico e melodie frizzanti, quel tanto che basta per farsi acchiappare al volo, e dieci minuti dopo non pensarci più, almeno, fino al prossimo brano slacker. Fin qui le definizioni. Provate invece a pensare a una jam dei R.E.M. con tanto di sfarfallio di chitarre jingle jangle, dopo che i nostri si siano fatti una bella scorpacciata di Pavement e qualuno abbia cavato dagli archivi i Gang of Four, e sarete sulla pista giusta. I quattro canadesi confezionano un secondo album schietto, veloce e divertente. Per l'originalità rivolgersi altrove, per la vecchia storia del pop rumoroso e che ti aggancia al primo ascolto partire pure da qui. (Guido Festinese)


