Nostalgici degli Acdc di Bon Scott, ugola scorticata e suono non esattamente rifinito? Ecco il disco per voi. E siccome il mondo è globalizzato, anche troppo, se non avete storto il naso sul fatto che i ragazzi di Highway to Hell arrivavano dalla terra dei canguri, non lo storcerete neppure di fronte all'evidenza del dato che ci racconta come i 42 decibel arrivino dall'Argentina. Quindi: chi si aspetta qualche seppur debole eco di tango a infiltrare la spessa matassa hard rock, è completamente fuori strada. Qui si suona dall'inizio alla fine uno spietato, rauco, fumigante hard rock di scuola Acdc, con occasionali pennellate zeppeliniane, accenni alle bande southern rock più dure, ad esempio i ZZTop, e via citando. Si sarà compreso: come per i Buffalo Summer, qui è attiva una macchina del tempo con il puntatore rivolto al passato: un (bel) disco così, di hard rock puro e nudo potrebbe essere uscito nel '71, e non cambia di una virgola nulla. Né la considerazione ex post, né l'amore per certe faccende con i watt tutti dichiarati, e i Marshall che cominciano a fumare, a fine scaletta. (Guido Festinese)


