J. Peter Schwalm è un musicista tedesco che maneggia (bene) pianoforte, tastiere, sintetizzatori, batteria, ed ogni genere di aggeggi elettronici che vi venga in mente. In più ha una testa alla Teo Macero, l'uomo che fece geniali taglia e cuci sui materiali del Miles Davis elettrico e “maledetto”, cavandone capolavori alla Bitches Brew. Qui, nella “bellezza del disastro”, lo trovate via via affiancato da altra gente in perfetta sintonia come Eivind Aarset, il chitarrista nordico a sua volta costruttore di spettrali architetture sonore con la sua sei corde mutante, Tim Harries al basso, Nell Catchpole alla viola. Risultato:un affresco corrusco di doom ambient music che è meglio non ascoltare in giorni piovosi, ma che siete appassionati di note sottilmente minacciose e dark (ad esempio i primissimi ed astratti Tangerine Dream) eserciterà un fascino irresistibile, e una sottile coazione a ripetere l'ascolto. Astenersi ridanciani e ottimistici consumatori di solare pop music. (Guido Festinese)


