Il primo tentativo si intitolò The Obscure Department, e sembrava qualcosa di precario, riuscito e fragile al contempo. Non c'era altra spiegazione. Due mondi lontanissimi che si incontravano: da una parte Robert Koyne, che è il figlio del grande e sfortunato Kevin Coyne, magnifico songwriter del disagio oggi quasi totalmente dimenticato. Dall'altra Jaki Liebezeit, il batterista che diede un tocco straniante al più grande gruppo di kraut rock di tutti i tempi, i magnifici Can, esempio insuperato di futuro remoto in musica. Invece Coyne figlio e Liebezeit, con qualche tocco aggiunto di tastiere, di voci femminili, di violoncello hanno continuato l'avventura: scrivendo un notevole disco in cui lo scarno e fascinoso battere di Liebezeit sembra disseccare ed asciugare canzoni delicate e magnifiche, lasciate brade e semi-incompiute. Come se Piers Faccini o Nick Drake avessero preso una sbandata kraut senza accorgersene. Si fa per dire, naturalmente. (Guido Festinese)


