Quante volte accade che si acquisti un disco perché ci suona Tizio o Caio? Ammetto che quando ho leggiucchiato che dietro il misterioso moniker si nascondeva gran parte dell'intellighenzia crimsoniana (si veda anche la casa discografica) la curiosità è stata forte per cui parte la chiamata, la prenotazione ed, infine, l'acquisto dell'oggetto in questione. Sempre più raramente si provano, specie per quelli della mia generazione (che non solo ha perso ma non si è neppure qualificata...) quei brividini che ci davano certi ascolti, a seconda dei periodi storici più o meno attraversati (il prog, la new wave, il brit pop...). E quindi parte il raggio laser ed improvvisamente una lieve brezza di pelle d'oca mi assale. Si sa, per gli artisti alla frutta l'ultima soluzione, ad oggi, si veda ad esempio Gabriel, è la rielaborazione sinfonica del proprio passato, qui invece si parte da li per arrivare ad oltrequando: pop sinfonico o prog sinfonico, sarà ma ci si sente tanto gli XTC, quanto i Beatles così come pure i Beach Boys, il primo disco della ELO, ma pure un pò di Canterbury e variazioni sul tema progressive. Insomma, evito di citare chi ci suona perché qualcuno lo avrà già capito ma ci troviamo di fronte ad un capolavoro, termine quantomai abusato spesso a sproposito ma, in questo caso, quantomai appropriato. Altro non dico se non ordinatelo (c'è anche un dvd con il disco in 5.1 e filmati...), pagatelo (perché così si sostiene sia l'imprenditoria monocratica che eventuali assunzioni di validissimo personale...), mettevi comodi e godetevi il Vicario. Attenzione: il lavoro non contiene percussioni di nessun tipo... (Marcello Valeri)


