Rick Froberg è un veterano della scena garage-punk e gli Obits sono soltanto la sua ultima creatura, nonostante siano già approdati al terzo LP. Bed & Bugs rinvia a un’idea molesta come quella delle cimici, ma non è il caso di preoccuparsi: le tredici composizioni scorrono senza creare malesseri e si faranno apprezzare da quanti hanno nel cuore la tradizione dei Nuggets o degli Stooges e dintorni. Almeno in tre composizioni, Besetchet, Malpractice e Machines, il quartetto di Brooklyn devia dal purismo che lo contraddistingue e strizza l’occhio ai Cramps e alla psichedelia. Sono deviazioni necessarie per rendere meno uniforme un suono che altrimenti finirebbe per essere troppo virato al revival. Ma in un anno che ha visto l’apparizione di Foxygen e Strypes, nonché la svolta garage dei Deerhunter, pare evidente che per questo genere c’è sempre spazio. (Marina Montesano)


