Il secondo album della famiglia Durham (due sorelle e un fratello, multistrumentisti: banjo, armonica, ukulele, trombone, xilofono) è disponibile in cd, in doppio lp o in otto (8!) dieci pollici a 78 giri. Una stranezza, certo, ispirata dall’amore per la musica del passato, gli anni ’50 soprattutto, che non deve ingannare: accanto a brani che sembrano usciti da un saloon (lo strumentale “Paan man boogie”), ci sono potenziali hit radiofoniche (“Messing with my life”, un Doobie Brothers d’annata), sgroppate proto-psichedeliche (“What? Quid?”), un paio di brani in levare (“I'm so sorry” e “Tomorrow”) e tanto jumpin’ blues. Tredici titoli originali, registrati rigorosamente in formato analogico e con apparecchiature d’epoca: ma il risultato è fresco e vitale come raramente capita di ascoltare. (Danilo Di Termini)


