Dopo la tournée del 2007 con i Genesis, ha perso la sensibilità nella mano sinistra; ma il nostro Collins non si è perso d’animo, ha ripensato alla musica che ascoltava in casa con sua mamma (e ai suoi esordi da solista, con il successo della cover di “You Can't Hurry Love” delle Supremes) e ha deciso di guardare al soul anni ’60. Alla sua casa discografica si sono fregati le mani, pensando al quarto posto raggiunto negli States da Rod Stewart con l’imbarazzante “Soul classic” dell’anno scorso: un pezzo di Stevie Wonder là, ("My Cherie Amour"), uno qua (“Uptight Everything’s Alright)”, un brano Motown da Rod ("You've Really Got a Hold on Me"), uno da Phil (“Jimmy Mack”). Se volete saperlo Phil batte Rod 6-0, 6-0; quanto all’utilità e alla necessità di dischi come questo, il dibattito è aperto. (Danilo Di Termini)


