Insieme a Josè James, Gregory Porter è sicuramente la voce più originale apparsa negli ultimi anni nel jazz maschile. Dopo quattro dischi, in cui oltre alle sue indubbie doti canore si evidenziava un non comune capacità di autore, questo omaggio a Nat King Cole segna una decisa svolta nel suo percorso artistico. Quanto caldeggiata dalla sua etichetta, in vista anche del decisivo mercato natalizio, non è dato sapere; di certo se il repertorio scelto si concentra sulla fase più ‘pop’ del cantante di Montgomery, da “Mona Lisa” a “L-O-V-E”, da “Nature Boy” a “Quizas, Quizas, Quizas“, gli arrangiamenti per orchestra di Vince Mendoza non lasciano dubbi sul tipo di pubblico destinatario del progetto. Eppure, nonostante queste premesse, non proprio incoraggianti, proseguendo nell’ascolto del disco, la voce di Porter riesce a conquistare, con una leggiadria che ricorda l’eleganza (e la brunitura) di un gigante come Lou Rawls. E riesce anche nel non facile impresa di rendere di dare nuovo lustro a classiconi come “For All We Know” o “But Beautiful”. Se lo acquistate per regalarlo al vostro anziano zio, attenti a non ascoltarlo prima, potreste decidere di tenerlo per voi. (Danilo Di Termini)


