Le prime incisioni dell’altosassofonista di Chicago di cui si ha notizia certa sono quelle con l’orchestra di Claude Thornhill del 4 settembre 1947; sono passati settant’anni (anche se questa sessione è stata registrata a fine 2015) e questa premessa serve solo a ricordare che ci troviamo di fronte a un vero e proprio monumento, un musicista che ha fatto la storia del jazz. A quasi 90 anni (li compirà in ottobre) è forse superfluo rimarcare come il suono del suo sax alto non sia più limpido e lineare come un tempo e se non avete dischi di Konitz forse è meglio rivolgersi altrove, alle incisioni Verve o Atlantic o Steeplechase. Se invece siete dei devoti come il sottoscritto, allora godete di una nuova versione di “Thingin”, di “Out of Nowhere” o di “Darn That Dream” (e non sobbalzate troppo quando scoprirete che il nostro si diverte a cantarci sopra). La ritmica è di assoluto livello, con il pianista Kenny Barron, il contrabbassista Peter Washington e il batterista Kenny Washington, (per tre quarti lo stesso gruppo che nel 1992 incise un disco memorabile, “Jazz Nocturne”), anche produttore di una seduta che non entrerà negli annali della musica, ma che non deluderà gli appassionati. (Danilo Di Termini)


