Assomiglia a una sorta di greatest hits questo nuovo disco del settantaduenne pianista di Philadelphia in trio con il contrabbassista Kiyoshi Kitagawa e il batterista Johnathan Blake. Ci sono i due modelli di riferimento, Bud Powell (“Bud Like”) e Thelonious Monk (“Shuffle boil” e “Light Blue”), il Brasile di cui Barron è da sempre ammaliato (“Magic dance”) e una tecnica straordinaria al servizio del brano e mai fine a se stessa (“Dreams”). Soprattutto c’è una sensibilità musicale fuori dal comune che si esprime al meglio nelle ballad (“In the Slow Lane”) o nello struggente omaggio all’amico Charlie Haden di “Nightfall”. Un disco impeccabile, forse a tratti prevedibile, ma se cercate l’avanguardia non è a Barron che dovete chiederla. Qui c’è solo del raffinatissimo e impeccabile jazz, ma di questi tempi non è certo poco. (Danilo Di Termini)


