Potrebbe essere un limite o forse invece è un punto di forza, ma da un po’ di tempo gli album del sassofonista dell’ultimo Davis, non rappresentano più una sorpresa. Un po’ come Wynton Marsalis ha fatto con le origini, Garrett sembra voler ripercorrere il modern-jazz in ogni suo anfratto. Con lo spirito guida di John Coltrane a rischiarare il cammino e un gruppo di ottimi e giovani strumentisti al suo fianco, ecco “Hey, Chick” ovviamente debitore nei confronti del Corea in salsa flamenca; “J’Ouvert”, uno sfibrato calypso esplicitamente sottotitolato “Homage to Sonny Rollins”. Ad aumentar i dubbi “I Say a Little Prayer for You” di Bacharach in versione Papetti, mentre verso la fine in “Brother Brown”, Garrett si accomoda al pianoforte per dialogare con un quartetto d’archi. Quanta confusione! (Danilo Di Termini)


