A quattro anni dal suo ultimo disco, il trombettista di New Orleans riunisce un quintetto con il sassofonista Brice Winston, il pianista Fabian Almazan, il bassista Joshua Crumbly, e il batterista Kendrick Scott (e special guest il contrabbasso di Ron Carter, il sassofonista Ravi Coltrane e il chitarrista Lionel Loueke). Alla scrittura dei dieci brani originali contribuisce tutto il gruppo, a conferma di quanto dichiara Blanchard: “È un misto di idee musicali che hanno preso corpo grazie al contributo dei ragazzi della band”. Si va dal post-bop di “Don’t Run” a una delicata ballad come “Jacob’s Ladder”, dagli oltre otto minuti in crescendo dell'astratta “Hallucinations” alla granitica “Another Step”. Manca forse un nucleo originale, ma ce n'è abbastanza per disporsi volentieri al riascolto. (Danilo Di Termini)


