Che non si tratti di un disco come tanti altri, si intuisce fin dalle prime note di “Africa” di Coltrane, programmatica apertura nella versione con testo aggiunto da Abbey Lincoln nel 1973. Qui, come negli altri sette titoli, equamente divisi tra standard e originali, la cantante genovese non si limita a fare accompagnare la voce dai suoi eccellenti compagni di strada (Riccardo Barbera al contrabbasso, Fausto Ferraiuolo al pianoforte, Dado Sezzi alle percussioni e Daviano Rotella alla batteria, più uno dei migliori sassofonisti italiani di sempre, Claudio Capurro all’alto e al soprano), ma sceglie di usarla come uno strumento paritetico agli altri. Il risultato è uno dei migliori dischi italiani di jazz del 2010, con “The girl from Ipanema” dilatata a tredici minuti di rarefatta bellezza. (Danilo Di Termini)


