L’avvento del digitale ha reso semplicissimo registrare un disco; i problemi cominciano con la distribuzione e la visibilità necessaria a far conoscere la musica. Onore quindi all’Universal, che ha deciso di dare spazio a musicisti italiani, fornendo loro un notevole supporto e lasciando ampia autonomia nelle scelte artistiche. Dopo Maria Pia De Vito e Fabrizio Sferra, ora tocca al batterista campano Pierluigi Villani, in tandem con il fratello Francesco, pianista ‘hancockiano’ (“Dolphin dance”), capace di rendere jazzisticamente una gemma introspettiva come “Things behind the sun” di Nick Drake. Sempre puntuali i sax di Gaetano Partipilo e Vincenzo Presta, la tromba di Luca Aquino e per una volta l’irrinunciabile cover - “29 settembre” – non suona del tutto pretestuosa. (Danilo Di Termini)


