Nel parlare di questo nuovo lavoro di Edmondo Romano (il terzo da solista) credo che un termine adatto potrebbe essere ‘’summa’’. Un lavoro, cioè, che racchiude e incorpora un percorso artistico intenso e vario come pochi. Trentacinque anni di carriera sono tanti, e tanti sono stati i generi musicali affrontati da Romano: dalla world music degli Avarta alla musica irlandese, dall’etno-jazz dei Motus Laevus al raffinato prog degli Ancient Veil, gruppi con uscite recenti all’attivo come Sifr, per i primi e Puer Aeternus, per i secondi. Inoltre Romano ha realizzato numerose colonne sonore teatrali e ha collaborato con tantissimi artisti di alto livello. Il musicista genovese definisce Religio “progetto a struttura libera”, un opera incentrata sui percorsi spirituali connessi alla crescita personale. La parola Religio indica, oltre ad essere radice di religione, i legami e le condivisioni che l’uomo mette costantemente in atto. Musicalmente la varietà degli stili affrontati può confondere un poco: quartetto vocale, trio jazz, quartetto d’archi, voci e percussioni si confrontano con i molti strumenti a fiato del leader, in uno stimolante caleidoscopio di suoni ed atmosfere. Echi di musica antica, stilemi del miglior prog, minimalismo e jazz si alternano ad ogni cambio di traccia, sbaragliando presto ogni dubbio sul progetto. Un disco maturo e ricco, nobilitato da molti musicisti (una ventina) tra cui molti degli usuali collaboratori di Romano. Ancora una conferma, quindi, per un disco veramente riuscito e importante, arricchito da una bellissima e coerente immagine di copertina, opera del fotografo lettone Misha Gordin. (Fausto Meirana)




