L’omino che guarda l’enorme sedia sulla copertina è Adriano Modica, oltre al lavoro in proprio fa il bassista con Marco Parente e con gli Ulan Bator; di conseguenza l’ambiente sonoro è compreso tra la nuova scena autorale italiana e quello che fu il Consorzio Produttori Indipendenti. Cantautore e polistrumentista, Modica infarcisce le sue ‘piccole’ canzoni di suoni minimalisti e vintage, cita i maestri, per esempio, con l’ossessivo ’number nine, number nine…’ verso la fine di ‘Alieni’, con l’arpeggio e il cantato alla Leonard Cohen di ‘Il bastone e la scala’ per non dire dell’atmosfera wyattiana che si respira in ‘Alluminio’. Il disco è gradevole e intelligente, pop e sperimentale senza mai essere pesante. ‘La sedia’ risulta essere il terzo capitolo di una bizzarra ‘trilogia dei materiali’, un progetto che parte nel 2007 con ‘Il fantasma ha paura’ , disco di pietra, e prosegue nel 2008 con ‘Annanna’ , disco di stoffa, per concludersi con ‘La sedia’, disco, ovviamente, di legno. Del disco d’oro, per adesso nessuna notizia! (Fausto Meirana)


