Esiste la possibilità di proporre un prog-metal che sappia rivaleggiare con l'inevitabile modello rappresentato dai Dream Theater, rileggendone però lo stile in maniera creativa ed originale? Una volta terminato l'ascolto dell'esordio di questo eccellente gruppo italiano la risposta è sì. I 'difficili ascolti' che i LoreWeaveR donano all'audiofilo attento sanno coniugare potenza e melodia, ricercatezza ed impatto sonoro. La band è nata nel 2008, a partire da un primo nucleo costituitosi nel 2001. Nelle otto tracce di quest'opera, si percepisce tutto il significato di un cammino musicale, percorso con volontà, decisione e serietà. La chitarra, molto presente ed affilata, di Francesco Salvadeo dialoga con le cascate di tastiere – dai tocchi, talora, genesisiani – di Lorenzo Marcenaro in maniera superba, supportati da una sezione ritmica precisa quanto impeccabile. Sugli strumenti si staglia poi la voce splendida di Barbara Rubin, cantante lirica con studi di conservatorio e preparazione a dire poco ragguardevole. L'amalgama è davvero notevole: dall'iniziale Bogus alla conclusiva UltraWorld, la band piemontese sciorina colate preziose di metallo progressivo d'alta scuola, fantasioso, all'altezza di nomi stranieri ben più osannati. Poi, una voce femminile che non guarda ai Nightwish o al gothic sinfonico non è, di questi tempi, poca cosa. I LoreWeaveR sono intensi, tecnici e personali: hanno qualcosa di nuovo da dire in un genere anche piuttosto inflazionato. Meritano, pure per questo, più d'una chance. Tra l'altro, stanno già lavorando al nuovo disco, che proseguirà ulteriormente il percorso intrapreso. Da seguire, visto il valore già mostrato in queste complesse ma affascinanti audizioni. www.myspace.com/loreweaverband. (Davide Arecco)


