Anche se 'niente di nuovo sotto il sole' è una frase sempre in agguato ad ogni uscita discografica di Gianmaria Testa, in 'Vitamia' c'è senz'altro un alito di novità, una ventata elettrica, un soffio irriverente di trombone. Forse il merito va attribuito anche all'esperienza teatrale con Giuseppe Battiston (18.000 giorni - Il pitone) dove Testa presentava alcune canzoni di questo progetto. In più, a partire da ' Dall'altra parte del mare' , certe istanze sociali hanno felicemente popolato i testi del cantautore piemontese; qui, in particolare ricorrono i temi del lavoro e della precarietà, ma c'è anche una bella allegoria sulle velleità secessioniste della Lega Nord.. Musicalmente il disco è nobilitato dalla presenza di sidemen di tutto rispetto: il pianoforte di Roberto Cipelli ( Paolo Fresu Quintet) , la fisarmonica di Luciano Biondini e il fenomenale trombone di Gianluca Petrella. Inoltre, il violoncellista 'atipico' Mario Brunello offre una sua composizione per il finale della struggente 'Lele'. (Fausto Meirana)


