La decostruzione di Mark Everett, in realtà, è una strada che il leader degli Eels ha percorso per tutta la carriera; dietro la produzione musicale di Everett c’è sempre stata una sofferenza pesante causata da improvvisi o drammatici lutti familiari. In certi dischi ce n’è di più come nel peraltro indispensabile Electro-Shock Blues, un capolavoro che risale, ahimè, a ben vent’anni fa… Anche in The Deconstrution, che esce a quattro anni dal precedente lavoro, c’è molto del rimuginare sulle perdite, dell’interrogarsi sul senso della vita; la dimensione prettamente acustica trasforma le canzoni in piccoli bozzetti, scenette di vita con qualche pretesa filosofica di troppo, ma confortate da una buona vena in termini di melodie e arrangiamenti. Certo mancano, tranne che nel singolo Bone Dry, momenti ritmicamente più vivaci e coinvolgenti, ma evidente Mr E. non era dell’umore giusto.(Fausto Meirana)



