Debutto “lungo” (anche su dura poco più di una mezz’ora) per una band di Los Angeles che pesta sugli strumenti da quasi un decennio; Moaning ha lo stesso nome del gruppo e presenta un post-punk torrenziale dominato dalla chitarrona di Sean Solomon. Con lui c’è una sezione ritmica precisa e feroce composta da Pascal Stevenson al basso e Andrew MacKelvie alla batteria. Il bassista si fa notare anche per l’uso indovinato di certi synth anni’ 80 che danno colore in alcuni brani. Solomon canta spesso in un tono a metà tra una blanda disperazione e un indignato risentimento, condizioni che ricorrono anche nei testi, che hanno a che fare, quasi sempre, con delusioni sentimentali. La voce, talvolta, è un po’ seppellita nel mix, ma nel complesso si tratta di un disco fresco e compatto, anche se non originalissimo. Si vedrà in futuro, anche se la Sub Pop è abbastanza una garanzia… (Fausto Meirana)



