Dopo aver interpreto un countryman in 'Crazy Heart', Jeff Bridges ci ha preso gusto e in quattro e quattr'otto si è assicurato una casa discografica, la Blue Note e un produttore 'discreto' come T-Bone Burnett. Siccome il ragazzo è abbastanza conosciuto, alcuni amici ed amiche hanno volentieri partecipato; Rosanne Cash, Ryan Bingham e Sam Phillips nobilitano infatti il prodotto con le loro voci. Ironie a parte, il disco è parecchio più che gradevole, con la voce rude di Bridges che ricorda qua e là altri cantautori come John Hiatt o Gordon Lightfoot. I brani, molti composti dal titolare con l'aiuto di Burnett o dello scomparso Stephen Bruton, sono genuini e ruvidi quanto basta, in particolare quando il ritmo rallenta, come in 'Blue Car' del cantautore Greg Brown, o nella lunga 'Slow Boat'. Tra i musicisti radunati da Burnett, anche l'inconfondibile chitarra di Marc Ribot. (Fausto Meirana)


