I Fistful of Mercy, ovvero Ben Harper, Joseph Arthur e Danhi Harrison, conoscono alla perfezione la nobile arte dello scrivere ballate. Non c’è alcun dubbio in proposito. As I Call Down, album d’esordio di un “super-gruppo” che racchiude tre splendidi talenti musicali, è un’autentica celebrazione del song-writing. Ed è anche un esempio da manuale di come si possono “costruire”armonie vocali pressoché perfette, nella loro incantevole semplicità. La voce giovane Harrison è perfettamente sovrapponibile a quella del padre (così come l’aspetto fisico!), quella di Joseph Arthur è impregnata di tumultuosi ritmi urbani e quella di Ben Harper brilla di luce propria. In Vain Or True, la magnifica Father’s son e la languida Restore Me (illuminata dalla slide-guitar di Ben Harper), appaiono particolarmente intense e accattivanti. Ma l’intero album merita un’attenzione speciale, specie se si è cultori di quella sublime dispensatrice di incanto e bellezza chiamata canzone. (Ida Tiberio)


