Protagonisti assoluti della scena alternativa degli ultimi trent'anni, tornano i Killing Joke in formazione originale con un album che è una sintesi della loro produzione migliore dagli inizi a oggi. Era il 1980 quando il disco d'esordio collocava la band al vertice delle avanguardie musicali dell'epoca; il loro incedere ossessivo e apocalittico, le loro incursioni in territori punk-dance e la presenza carismatica del front man Jaz Coleman erano la dimostrazione che qualcosa stava cambiando e i Killing Joke ne erano gli artefici. Negli ultimi anni l'impegno della band inglese ha ruotato intorno ad atmosfere che spaziavano dal metal all'industrial al gothic sempre conservando una chiara e riconoscibile identità. Absolute Dissent è il disco che dimostra come si possa tornare alle origini facendo tesoro degli anni trascorsi. Senz'altro uno dei migliori lavori dei Killing Joke, in grado di convincere vecchi e nuovi fan. Non manca nulla: alla title track che apre l'album in maniera esplosiva, fanno seguito altri undici brani dove si spazia da atmosfere più cupe e martellanti ad altre più melodiche, ma non meno impetuose. In Excelsis, European Super State e The Raven King sono i pezzi che risaltano maggiormente in un cd comunque privo di cedimenti o di momenti deboli. Disco dell'anno? (Mauro Carosio)



