Scherzo (abbastanza) innocente: fate ascoltare la prima traccia di questo cd all'amico superesperto di post rock e indie in varie declinazioni, e raccontategli che è un estratto da una nuova, inedita colonna sonora curata dai Mogway o dai Godspeed. Ci cadrà. Bisogna oltrepassare gli stupefacenti otto minuti iniziali di Illusions (per l'appunto) per cominciare a raccapezzarsi in questo palpitante labirinto che vi mette in conto schegge rock, sinuosi e lascivi quarti di tono mediorientali affrontati da una tromba da brividi, jazz come forse avrebbe potuto pensarlo l'ultimo Davis, tra pieni e vuoti improvvisi che lasciano sbalorditi. Sia come sia, per il compositore e trombettista libanese Ibrahim Maalouf, da diverso tempo con quasi ovvia base a Parigi un altro centro, alla faccia di chi crede che l'eccellenza sia solo nei propri registri stilistici. (Guido Festinese)


