Mai dire mai, recita in vecchio adagio. Ed allora cauti anche con il dichiarare definitivamente archiviata una stagione, quella della world music più intelligente e flessuosa, apparentemente dissoltasi sotto i colpi di marketing di chi ha confezionato un bel ritorno al folk puro e crudo, possibilmente anglofono, prima che esistessero altre etichette. La premessa è necessaria per spiegare che Omparty, spettacolare ensemble guidato dal percussionista "sperimentale" calabrese Leon Pantarei si muove proprio in quel territorio intermedio tra world music e jazz che qualche anno fa aveva migliori fortune. Qualche nome? Zakir Hussain, Jon Hassell, Bill Laswell, Garbarek, da noi, tanto per appendere uno straccetto sulla Lanterna, i gloriosi Avarta. O andando in un passato remoto che invece sembra l'altro ieri il primo Tony Esposito, o i mai troppo lodati Aktuala. Sta di fatto che siete alla ricerca di un lavoro in cui mille, telluriche pulsazioni avvolgono una matassa sonora complessiva misteriosa e "folk", aperta all'improvvisazione, arricchita da comparsate speciali (la tromba davisiana di Luca Aquino, la chitarra fatata di Lutte Berg), Petra Janca è il disco che fa per voi. (Guido Festinese)


