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L’esperimento del Dr. K – Magia nera L’esperimento del Dr. K – Magia nera

dr kRitorna con un nuovo disco in studio L'esperimento del Dr. K, gruppo genovese alfiere di un gothic punk 'vecchia scuola', che farà la gioia di quanti amano il suono classico di un rock eterno che non muore mai. Classico - infatti - è l'aggettivo che più di ogni altro, anche in questo caso, meglio si addice al gruppo ligure guidato da Dario Gaggero. Classico è il bagaglio di riferimento – culturale e cinematografico, oltre che musicale – caratteristico di Magia nera: science fiction orrorifica anni Cinquanta, occultismo dei B-Movies d'annata, amore per universi retrò e per Glenn Danzig. Tutto questo è Magia nera, ottimamente suonato da una band affiatatissima e molto apprezzata anche sul palco, alle luce di esibizioni concertistiche in tutto lo stivale. Iconografia e musica, immaginario e canzoni non sono - in effetti - separabili nel caso de L'esperimento: le songs di questo nuovo disco sono musica da vedere, oltre che da ascoltare. Non senza fine ironia e colti omaggi al passato – un passato che non tramonta mai – i brani di Magia nera sprigionano un dark punk d'altri tempi, ad un tempo orgoglioso e melodico, potente e contagioso, curato e di impatto nel medesimo tempo. Nella California dei primi anni Ottanta, in particolare a Los Angeles, si parlava, non casualmente e non a torto, di death rock: un genere più punk e impregnato d'horror, rispetto al coevo sound britannico di allora. Anche per la consimile provenienza underground, L'esperimento del Dr. K è davvero molto death rock: più statunitense che inglese, striato a tratti di increspature metallizzate, autentico cinema che si fa musica. Musica – lo si diceva prima – anche per gli occhi, adorabili incubi per il popolo di Halloween, quello per il quale ogni giorno è il 31 ottobre. La durata di questi tredici pezzi (numero non certo casuale!) supera di rado i due minuti, il che accosta riporta parzialmente ad una matrice hardcore il nuovo lavoro di questi mysterious villains di casa nostra: un gioiello nero, una pozione alchemica avvelenata di scatenato punk 'n' roll. La tradizione vive e rivive negli omaggi a Cramps e Ramones, oltre che ai Misfits (omaggiati in Bad Bathory). Né manca il pop punk americano, nella fattispecie quello dei bostoniani Queers. Tra i pezzi che ho gradito di più: La casa del dolore, Avete mai sentito parlare di streghe?, L'invasione continua, Necromania, la title-track e il decadentismo sonico della conclusiva Amore e morte, ma scegliere è veramente difficile. Zombi, alieni, mostri e malefici: L'esperimento del Dr. K porta ancora una volta il rock and roll dei Fifties – quello di Elvis e Johnny Burnette – a farsi un giro all'Inferno, per raccontare quel viaggio attraverso atmosfere da pellicola sonora. Un felice e graditissimo ritorno quindi, un disco fresco e bellissimo, ed un nuovo capitolo della saga che piacerebbe anche a Joe Dante e John Carpenter. (Davide Arecco)

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