Risulta difficile credere che Rumors sia solo il terzo disco solista di Paolo Spaccamonti, considerate quantità e costanza delle collaborazioni inanellate da Buone notizie (2011) in giù, che siano gli split con Stefano Pilia o Daniele Brusaschetto, le collaborazioni con artisti come Ben Chasny, i Masbedo o l'esordio del progetto Spaccamombu. Ma il nuovo lavoro, nel capitalizzare queste esperienze, trova altresì la molla per scavalcarle in quella che è l'opera più complessa e al contempo personale del chitarrista torinese: "non è facile per me spiegare questo disco, credo abbia a che fare con l'assenza e la disperazione, la malattia e il dubbio. Come la tenacia con cui a volte ci si alza dal letto per scansare la pazzia. Tutto il resto è brusio di fondo, chiacchiericcio, rumors...", riassume con un rimando al titolo del disco. Come del primo brano in scaletta peraltro, pezzo che muove da un pianoforte fino ad arrivare a orchestrazioni shoegaze e fra i più significativi del lotto, insieme alla liquidità del crescendo di Dead Set o la lenta destrutturazione elettronica del proprio suono di Fango. Il disco, che ospita tra gli altri Julia Kent e Bruno Dorella, è stato prodotto al Superbudda di Torino da Gup Alcaro e masterizzato al Basement di Roma da Teho Teardo.


