David Bowie ha attraversato i mutamenti sociali degli ultimi decenni con l’abilità di un camaleonte: travestitismo, ambiguità sessuale, cultura dance, tecnologia; tutto è passato al vaglio della sua brillante creatività. Con “Reality”, il musicista inglese recupera i panni, mai del tutto dismessi della rockstar e sembra porsi l’obiettivo di osservare la realtà con la giusta dose di ironia e disincanto. Brani avvincenti e dal piglio grintoso come New Killer Star e Never Get Old riecheggiano le sonorità del passato e le cover di “Try Some, Buy Some” (George Harrison) e “Pablo Picasso” (classico underground di Jonathan Richman) risultano alquanto godibili. Certo le intemperanze e l’irrefrenabile verve di Ziggy Stardust sono solo un ricordo, ma la classe e il divertimento, quelle restano inalterate. (Ida Tiberio)


