La Svezia del rock indipendente ci riserva belle sorprese e sostanziose riconferme almeno da un quarto di secolo. In ambito indie rock, negli ultimi anni, i Vita Bergen sono decisamente in vetta. Fattisi conoscere come dinoccolata ed abrasiva band post (pop) punk nata in ambito scolastico, è arrivato poi il momento del grande salto con un bel disco, Disconnection, fatto di riffi urticanti, buone dose di malinconia, e idee chiare in sede di scrittura. Adesso ritornano, e sembra quasi che il posto delle chitarre sia stato preso dalle tastiere, a parte l'attacco crudo e diretto dell'iniziale “Nixon”, i brani si sono dilatati ed impreziositi, sono meno ruvidi e più riflessivi, ma non meno belli, ad ascolti ripetuti. E in coda trovate una ballata strappa emozioni che si intitola Black Satellite, che potrebbe essere uscita dai neuroni di Thom Yorke una ventina d'anni fa. (Guido Festinese)


