C'è un parte del blues elettrico nordamericano che, per fortuna di chi ama ascolti intensi e ad alta temperatura emotiva, continua ad attingere folate calde e pastose dal Sud, e in particolare dalle zone di New Orleans e dintorni. Un piccolo campione del genere è il signor Coco Montoya, già sotto l'ala protettrice di un gigante spiritato e spiritoso come Albert Colilns, ed ormai in piena carriera solistica sulle proprie robuste gambe. Qui troverete un compendio di blues chicagoano in salsa southern: tant'è che, per citare qualcuno, il terzo e l’ottavo brano, Lost in the Bottle e Hard as Hell, potrebbero tranquillamente essere usciti da una jam session della gloriosa Allman Brothers Band. Per il resto shuffle impetuosi, riff monumentali e consueti magari con gran dispendio di wha wha, una voce virile e sempre incattivita che deve fronteggiare uno stile chitarristico altrettanto battagliero, a partire dall'attacco imperioso sulla corda in assolo e nelle “risposte” consuete ai versi cantati. Si sarà compreso: nulla di nuovo sotto il sole, ma tutto assai convincente e godibile. (Guido Festinese)


