Lo smisurato profluvio di bootleg riportati in vinile ha molte ombre, ma anche qualche lucina intermittente, quando chi si trova a compilare materiale altrui e fuori controllo mostra almeno di aver scrupolo archivistico. Qualità che sembrerebbe fuori luogo per la sconvolgente passionalità di Jim Morrison e soci, ma che mezzo secolo dopo serve assai. Qui ad esempio qualcuno ha riunito non tutte, ma una parte succosa del sonoro dalle esibizioni televisive dei Doors, dal Rock Scene di Toronto del ’67 al Ballroom di San Francisco del ’67, e, stesso anno, due brani dall’Ed Sullivan Show. Il ’68 è rappresentato con due poco consuete tracce: Touch Me e Wild Child dallo Smothers Brothers Comedy Hour, il ’69 dal Critique di New York. Qualità mediamente più che accettabile, memorabile performance di Morrison nella prima Back Door Man riportata, con lo spirito di Howlin’ Wolf a infiammarlo, e notevole anche la versione iniziale di The End: un tempo qualcuno ha scritto che era il “buco” più notevole nella discografia doorsiana, ora c’è l’imbarazzo della scelta. (Guido Festinese)


