“In un momento storico di crisi tra i popoli e scontri ideologici, la nostra curiosità per le musiche tradizionali e moderne di tutta l'area del Mediterraneo ci fa sentire parte di una nazione senza dei confini, dove la musica ci fa ritrovare segni e storie millenarie, che fondendosi tra loro diventano la colonna sonora di una nuova identità culturale”: così, si presentano nelle note i quattro musicisti del Mediterranean Ensemble. Due maneggiano chitarre e corde etniche (il saz), uno il contrabbasso, il quarto batteria e percussioni, etniche e no. C'è poi la voce bella e “antica” di Uccio Aloisi ad introdurre la storica Tarantella del Gargano. Per il resto qui troverete, in mobilissimo assortimento, variazioni sul fado, la virtuosistica Ciarda di Monti che già Beppe Gambetta ha riportato all'attenzione qualche tempo fa, un brano di Theodorakis, la ripresa di un brano di Eugenio Bennato, un piccolo tributo a Django Reinhard e lo swing moanouche, ed altro ancora. A spasso per il Mediterraneo, davvero, e sotto l'influenza dello Shurhùq, il vento scirocco: come dovrebbe essere, e come integralismi incrociati non ci permettono (quasi) più. (Guido Festinese)


