E' terra incognita e, spesso, desolata, quella attraversata dagli svizzeri Schnellertollermeier. Per farlo armatevi di tempo e pazienza, non esattamente due caratteristiche fondanti, al momento. Però sarete ripagati da un palpitante mondo sonoro che offre sì inside e minacce ad ogni svolta, ma anche begli azzardi sonori ai bordi del rock più estremo che sia dato concepire. Loro sono tre, chitarra basso e batteria, non usano la voce, e il prodotto del power trio elettrico è quanto di più distante si possa concepire dal classico rock rinforzato di blues tipico delle formazioni a triangolo. Siamo invece dalle parti dei King Crimson più deliranti e atonali, in regioni che potrebbero appartenere al pianeta kobaiano dei Magma, ed anche, di quando in quando, in progressioni math rock che potrebbero rammentare certe cose dei Battles prima maniera. A volte è davvero difficile credere che i suoni alieni arrivino tutti da una chitarra, ma tant'è. Si parte con un brano monster da venti minuti, quello che intitola, e sembra un viaggio in una terra mutante, ad ogni sguardo, si prosegue con misteriose, assortite durezze e delicatezze che lasciano davvero attoniti. E affascinati. Avant jazz, ambient drone o punk all'assalto? Tutti e tre. (Guido Festinese)


