Qualcuno tempo fa ha sottolineato, a ragione, che gli Allman Brothers, pur avendo fatto uscire qualche “live” non trascurabile, dopo la stagione gloriosa del Fillmore East, avrebbero avuto ben altre frecce in faretra. Forse non l'abbondanza bulimica dei Grateful Dead, ma almeno razioni caloriche sufficienti a colmare il vuoto lasciato dalla gloriosa sigla sì. Finalmente i nostro ci hanno ripensato, ed ecco, per l'etichetta che sembra promettere altri tesori, il primo reperto. Che è praticamente (quasi) il Sacro Graal del Southern Rok: l'ultimo concerto con Duane Allman prima del tragico incidente che inghiottì i suoi tumultuosi ventiquattro anni. Repertorio simile al Fillmore, ma risposta sonora perfetta, questa da “live in studio”. E la versione di You Don't Love Me eguaglia e forse surclassa quella già consegnata ai posteri. Dunque, si aprano gli archivi, Mister Gregg Allman: questo è patrimonio sonoro musicale dell'umanità rock. (Guido Festinese)


