Per il rumoroso, monolitico e implacabile trio diretto da Lemmy Kilmister, icona di stile se mai ce n'è stata una nel regno dei watt saturati vale (in scala di mercato, sia chiaro) quanto si sente sempre dire per gli ACDC: che fanno sempre lo stesso noioso disco da decenni. E meno male, commentano le legioni puriste di un hard rock senza fronzoli e diretto come un pugno, almeno è una garanzia. E che noia, commentano gli altri, che con passo felpato e blasè cercano l'ultima novità. Non ci schiereremo né da una parte né dall'altra, ma prendiamo nota che XXX Bad Magic, consueto “snaggletooth” in copertina rigorosamente black, il disco che segna i quattro decenni dei Mötorhead (!) e la seconda resurrezione di Lemmy da malanni che avrebbero portato giovanotti con trent'anni di meno a suonar l'arpa sulle nuvole è una splendida bomba sonica. Piede sull'acceleratore, riff luciferini perfetti, l'ugola alla cartavetro del nostro sempre un passo dietro, annegata nel volume. Stavolta a mischiare un po' le carte c'è la presenza di Brian May, noto amico della band, una ballad struggente, incredibile ma vero (Till The End) e una cover di Sympathy For the Devil che fa sembrare l'originale degli Stones una nenia per lungodegenti catatonici. (Guido Festinese)


